
Cos’è la patrimoniale e perché si torna a parlare della temuta tassa sulla ricchezza
In uno scenario in continua evoluzione, con decreti restrittivi che si moltiplicano e si intensificano proporzionalmente all’aggravarsi della pandemia, lo stato delle finanze pubbliche apre prospettive che riportano la memoria collettiva alla torbida estate del 1992, quando il Governo Amato, da pochi mesi in carica, decise di compensare il crollo della lira con un prelievo forzoso sui conti correnti.
Ma che cos’è la patrimoniale? Ecco una spiegazione completa sull’imposta più temuta dagli Italiani, insieme ad un’analisi approfondita sui rischi correnti che minacciano il Paese.
Cos’è la tassa patrimoniale?
La patrimoniale è un’imposta che viene calcolata sul patrimonio mobile (come conti correnti, obbligazioni ed azioni) o immobile (ad esempio, abitazioni e studi professionali) dei contribuenti. L’imposta, dunque, non punta i redditi da lavoro, ma il capitale detenuto da persone fisiche e giuridiche in Italia o all’estero.
L’imposta patrimoniale può essere di quattro tipi:
- Reale: è l’imposta patrimoniale che colpisce una sola componente della ricchezza del contribuente (un esempio, nel sistema tributario italiano, è l’IMU).
- Soggettiva: questa tipologia fa riferimento all’imposta patrimoniale che colpisce tutto il patrimonio, mobiliare e immobiliare, del contribuente (non ci sono casi di imposte patrimoniali soggettive in Italia).
- Ordinaria: ovvero un’imposta patrimoniale, dal basso importo, che viene applicata annualmente.
- Straordinaria: imposta che, diversamente da quella ordinaria, ha una cadenza occasionale e un importo tendenzialmente alto.
