
Un’Italia incastrata tra l’incudine dell’Europa che vuole i profughi (se così si possono ancora chiamare) immobile.
Anzi li aiuta facendo togliere via i decreti sicurezza.
Mentre il martello è bello battente nei flussi migratori evidentemente inarrestabili come qualcuno vuole .
E’ questo il quadro che, al di là delle intenzioni, emerge dall’audizione del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che si è svolta ieri in Commissione Affari Costituzionali alla Camera.
Al centro del tavolo, il decreto immigrazione
Dall Viminale evidenziano:
“nel corso di quest’anno abbiamo registrato un aumento dei flussi migratori, alla data del 15 novembre abbiamo circa 32 mila arrivi, di cui gran parte di nazionalità tunisina, pari al 38,7% del totale.
Il problema, però –aggiunge- non è l’entità dell’incremento quanto piuttosto il fatto che gli arrivi si verifichino nel pieno dell’emergenza Covid, il che rappresenta un fattore di complicazione per tutti gli Stati ma in particolar modo per i Paesi geograficamente più esposti alla pressione migratoria come l’Italia che è frontiera esterna dell’Unione Europea”.
DOPO 8 MESI CI ARRIVA MA È ORA CHE SI DIMETTA INSIEME A TUTTO L’ESECUTIVO

