Perché il governo vietò le autopsie e i tamponi sui morti? Perché invitò giudici e direzioni sanitarie a fare altrettanto? Il giallo della circolare del ministro Speranza

È sulla circolare 11285 del ministero della Salute che grava uno dei più inquietanti punti interrogati che il governo ancora non ha voluto chiarire.

E così si stabilisce: 

che per l’intero periodo della fase emergenziale non si dove procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di Covid-19, “sia se deceduti in corso di ricovero sia presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”. Non solo. All’autorità giudiziaria “concede”, in un cortocircuito costituzionale, la facoltà di “limitare l’accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere”. Come è stato possibile che in Italia, nel XXI secondo, si verificasse quello che un gruppo di medici legali non si è fatto troppi problemi nel definire il “lockdown della scienza

L’importanza delle autopsie

Non devo certo spiegarvelo io ci arriviamo tutti a cosa si possa scoprire oggi facendo esami.

L’importanza delle autopsie

“La mancanza di indagini post mortem – si legge in un articolo pubblicato a fine maggio sul Journal of clinical medicine – non ha permesso una definizione della causa esatta del decesso, utile per determinare i percorsi di questa infezione”.

Non tutti si piegano a questa DITTATURA sanitaria del ministero della Salute.

All’ospedale Papa Giovanni XXII, il direttore del dipartimento di Medicina di laboratorio e Anatomia patologia, Andrea Gianatti, decide di fare di testa sua.

Insieme a Aurelio Sonzogni, si mette a fare autopsie già dal 23 marzo. “È stato chiaro abbastanza presto che questa malattia si stava manifestando in forma diverse, multiple”. La necessità di capire lo porta a infrangere le regole e a scoprire l’utilità dell’eparina contro le trombosi. 

“L’idea di intervenire sulla coagulazione a livello empirico .

Gianatti dichiara che l’idea è partita dopo aver visto il quadro tromboembolico, e usare il cortisone nella virata infiammatoria vascolare”.

Quando, però, l’evidenza clinica, supportata dagli esami autoptici, inizia a dimostrare che i malati muoiono “non tanto per insufficienza polmonare grave, quanto per embolia polmonare massiva o altri gravi fenomeni trombo-embolico”, è ormai troppo tardi.

I decessi sono già a migliaia e l’onda d’urto della pandemia si è abbattuta inesorabilmente sull’Italia.

Nonostante al governo sia stato più volte rinfacciato ,il ministro della Salute Roberto Speranza non ha mai motivato il contenuto della circolare 11285. NOI VOGLIAMO SAPERE IL MOTIVO

Ora, però, l’avvocato Giancarlo Cipolla sta cercando di vederci chiaro sui ritardi e sulle omissioni nella lotta dell’esecutivo al coronavirus. Dopo che un suo assistito ricoverato per una ischemia veniva quasi fatto morire perché intubato e trattato come un PAZIENTE COVID 19

La procura di brescia il 5 novembre ha aperto un fascicolo le accuse vanno dall’epidemia colposa all’omicidio colposo e lesioni colpose, fino ad arrivare poi all’abuso d’ufficio e omissione di atti d’ufficio.

Nell’esposto del legale, si menzionano anche il divieto di eseguire autopsie sui cadaveri delle vittime del Covid-19

il divieto di eseguire il tampone orofaringeo per avere la conferma se il morto era stato contagiato o meno. “Dai pareri dei medici citati nel nostro esposto – ci spiega Cipolla – il problema principale dei decessi non è il virus, ma la reazione immunitaria che distrugge le cellule infettate dal virus”.

Molti pazienti, infatti, finiscono in rianimazione per tromboembolia venosa generalizzata, soprattutto polmonare, e pertanto l’intubazione serve a poco se non si prevengono le tromboembolie. 

“Se ventili un polmone dove il sangue non arriva, non serve – spiega il professor Sandro Giannini della clinica Rizzoli di Bologna – il problema è cardiovascolare, non respiratorio. Sono le microtrombosi venose, non la polmonite a determinare la fatalità

Difficile dire se l’indagine della procura di Brescia porterà a incriminazioni e condanne. Vedremo. Resta però la domanda: perché nel XXI secolo impedire l’esame autoptico?

Una risposta ci deve pur essere.

E qualcuno prima o poi dovrà fornirla.

IL MIO PUNTO DI VISTA È MOLTO PESSIMISTA SEMBRANO QUASI DOVER CERCARE DEI DECESSI PER GIUSTIFICARE UNA PANDEMIA ERRONEAMENTE DIAGNOSTICATA .

INUTILE DIFENDERE L’INDIFENDIBILE ERA MEGLIO ASSUMERSI I PROPRI ERRORI PRIMA CARI POLITICI NON PERMETTERE UNA SPECULAZIONE FINANZIARIA COME STATE FACENDO

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Tartarughe Libertine

DALLA PARTE GIUSTA

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