Lettera di un amico a FIGLIUOLO

Sig. Figliuolo,vedo che lei è nato nel 1961;

Io invece sono del 1956. Questo significa che mentre io facevo le guardie alla polveriera, in piena notte ai confini con la ex Jugoslavia, con M1 pronto al fuoco,lei giocava ancora a calcetto con i suoi amichetti.

Io non sono diventato generale, e nemmeno caporale, perché sono di animo un pò ribelle e non tollero i soprusi, il nonnismo, i graduati ignoranti e cafoni e tutte le altre facezie che sono ( o erano non so )una prassi di camerata.

Però ero tiratore scelto e qualche cosettina l’ho imparata.Intanto mi è stato bene spiegato che i militari non hanno alcuna autorità sui civili se non in tempo di guerra; quindi lei vada a stanare i conigli piuttosto e cerchi di portare rispetto; lei non può venirmi a “stanare ” ,al massimo può civilmente, se pensa di esserne in grado, chiedermi cortesemente un colloquio per approfondire questa faccenda che le sta tanto a cuore.

In seconda battuta mi è stato sempre spiegato che la tuta mimetica si usa solo sul campo di battaglia e che, nei rapporti con i civili va usata la divisa d’ordinanza ,oppure, nel caso di graduati come lei,il borghese con le mostrine sul petto.

Inoltre, considerato poi che oltre a ” stanare ” noi veterani lei ritiene anche di potere ordinare a normali civili di presentarsi, verso non so quali particolari Presidi, per rilasciare una dichiarazione firmata sul fatto di non volere sottoporsi ad una terapia medica, torno a rammentarle che lei può dare ordini solo a militari a lei sottoposti e non a civili e liberi cittadini.

Io non perdo nemmeno il mio tempo a denunciarla per il semplice motivo che lei per me non conta nulla.
Un cordiale Saluto da un servitore della Patria.

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Tartarughe Libertine

DALLA PARTE GIUSTA

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