Il vaccino Covid-19 di Pfizer e BioNTech è efficace solo al 39% in Israele, dove la variante delta è il ceppo dominante, ma fornisce comunque una forte protezione contro malattie gravi e ospedalizzazione, secondo un nuovo rapporto del Ministero della salute del paese.
Il dato sull'efficacia, che si basa su un numero imprecisato di persone tra il 20 giugno e il 17 luglio, è in calo rispetto a una stima precedente del 64% di due settimane fa e contrasta con i dati del Regno Unito secondo cui il vaccino era efficace per l'88% contro i sintomi sintomatici. malattia causata dalla variante.
Autore: Tartarughe Libertine
“Io non mi vaccino, venite pure a prendermi”
Visto che si è scatenata la caccia a chi non vuole vaccinarsi contro il Covid, io mi costituisco. Però non sono affatto un “no vax”, come non lo è la maggioranza di quanti rifiutano questo vaccino e oggi si ritrovano ad essere il bersaglio di una campagna d’odio senza precedenti.
Ho buone ragioni per non vaccinarmi, così come altri giudicano utile per sé il vaccino.
Però davanti all’obbligatorietà imposta immotivatamente, opporsi al Green pass diventa per me una battaglia di libertà contro questa dittatura sanitaria che si sta affermando.
intanto cominciamo a chiarire le cose:
non sono affatto “no-vax”, così come non lo è la stragrande maggioranza di coloro che non intendono vaccinarsi contro il Covid.
Non solo ho fatto tutti i vaccini che l’Italia comanda, ma avendo girato un po’ per il mondo, ho fatto tranquillamente tutti i vaccini e le profilassi richieste.
Ciò non ha impedito, come è logico che sia, che qualche “souvenir sanitario” di questi viaggi mi sia rimasto; a ricordare che vaccini e profilassi non ci rendono superuomini immortali, ma hanno i loro margini di rischio.
Ma ci sono vaccinazioni e vaccinazioni:
davvero questi apostoli del vaccino ritengono che le migliaia di sanitari in Italia che stanno rischiando il posto e la carriera pur di non sottoporsi al vaccino siano dei pericolosi estremisti o dei creduloni che si abbeverano a fonti inattendibili?
Io ho sempre sostenuto che ci sono delle categorie di persone a cui può essere riconosciuto lo stato di necessità e quindi, valutando il rapporto rischi-benefici, consigliato di vaccinarsi. Ma appunto: consigliato, forse raccomandato, e comunque a certe condizioni.
Certamente non obbligato. E riguarda solo una fascia di popolazione, quella che ha dimostrato essere più a rischio di vita nel caso di una infezione da Covid.
Ma è evidente che già da molto tempo la questione Covid ha smesso di essere un problema sanitario per diventare uno strumento politico. Solo così si spiega la furia, il disprezzo e l’odio contro chi pone obiezioni all’obbligatorietà dei vaccini. Solo così si spiega la totale irrazionalità di certe posizioni dogmatiche.
Non mi vaccino per tanti motivi, tre in particolare: perché i rischi sono maggiori dei benefici; perché c’è un problema etico; perché stante l’evidente scopo politico del green pass, questa è diventata anche una battaglia a difesa della libertà.
Sintetizzo il primo punto: anzitutto per quanto non sia affatto augurabile ammalarsi di Covid, e malgrado a leggere i giornali sembrerebbe che almeno mezza Italia sia infetta, la probabilità di contagio è molto bassa, sia per stile di vita personale (ho una scarsa propensione all’assembramento) sia per dati oggettivi: il bollettino di ieri sera riportava che in Italia ci sono poco più di 51mila contagiati (contagiati, non malati), vale a dire lo 0,08% della popolazione italiana. E solo una minima parte di questi risultano ricoverati con qualche sintomo: 1.194 (il 2,3% dei positivi, lo 0,002% della popolazione italiana). Leggendo i giornali e ascoltando la tv, politici e influencer vari, si ha comunque la sensazione che una nuova ondata si sia rimessa effettivamente in moto. Ebbene, si rimane stupiti a notare che in effetti stiamo assistendo a un calo notevole dei malati di Covid: l’1 luglio, tanto per fare un esempio, i “ricoverati con sintomi” erano 1.532. Vale a dire che in 20 giorni c’è stata una diminuzione del 22%. Discorso analogo per le terapie intensive, passate in 20 giorni da 229 a 158 presenze (-31%).
Se comunque venissi contagiato so di poter contare sulle terapie precoci che – ne abbiamo tantissime prove – danno ottimi risultati. Certo, nessuno ci garantisce di non morire comunque di Covid, ma lo stesso vale per i vaccini, come stiamo vedendo in questi mesi. Devo agire con prudenza e ragione; ma non spinto dalla paura di morire. Devo essere invece sempre cosciente che la mia vita è ultimamente affidata a Dio (lui è il Signore della vita e della morte), non ai farmaci, ai virologi, ai generali (e neanche ai preti).
A fronte di questa bassa probabilità di contagio c’è un rischio evidente in vaccini sperimentali, i cui “bugiardini” vengono aggiornati man mano che i vaccinati registrano reazioni avverse gravi, anche letali; i cui effetti a lungo termine sono sconosciuti, la cui reale efficacia è ancora tutta da dimostrare.
Sulla questione etica è presto detto: non si tratta di stabilire quanto sia remota la cooperazione al male compiuto da chi ha praticato quegli aborti da cui sono state tratte le cellule che, riprodotte milioni di volte, sono arrivate a contribuire alla realizzazione di questi vaccini. Questa lontananza la diamo per acquisita. Ma come ricordava il recente documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, anche in questo caso la liceità dell’uso di questi vaccini è legato all’esistenza di alcune condizioni, tra cui lo stato di necessità (cosa che appunto potrebbe verificarsi al massimo soltanto per una fascia della popolazione) e il fare un’azione di pressione su politici e case farmaceutiche perché non usino più cellule da feti abortiti. Soprattutto quest’ultimo punto è importante perché siamo in un contesto – come abbiamo già dettagliatamente spiegato – in cui l’uso di embrioni per la ricerca e di cellule da feti abortiti è in espansione e viene sempre più ritenuto normale. Non dire nulla davanti a questo è una grave omissione.
Ma detto questo è chiaro, come già detto, che la questione sanitaria è da tempo – forse dall’origine – passata in seconda linea, è soltanto un pretesto per affermare qualcosa d’altro. Come ha ben sintetizzato recentemente il filosofo Giorgio Agamben «nel Green pass non è in gioco la salute, ma il controllo della popolazione». Realizzare un regime di apartheid con i numeri di contagiati e malati sopra citati sarebbe pura follia se non ci fosse un progetto più ambizioso. Altrettanto folle sarebbe vaccinare giovani e bambini che per il Covid hanno una mortalità praticamente pari a zero.
I non vaccinati sono pericolosi non perché portatori di contagi mortali, ma perché sfuggono al controllo, ciò che una società che sta rapidamente trasformandosi in un regime totalitario non può tollerare. Anche se si vaccinasse il 100% della popolazione il virus non sparirebbe sia perché produce sempre nuove varianti, alcune delle quali probabilmente provocate dagli stessi vaccini e che a questi sfuggono sia perché bisogna considerare che il virus circola in tutto il mondo.
Del resto è sempre stato chiaro che i vaccini non sono in grado di estirpare il Covid, ma di minimizzarne gli effetti. I fatti di questi giorni dimostrano che gli stessi vaccinati si contagiano e contagiano per cui i Green pass sono tutto meno che un certificato di sicurezza sanitaria.
A questo si aggiunge il dato temporale: la validità del Green pass dura 270 giorni dall’inoculazione della seconda dose del vaccino. Ebbene, in Italia le seconde dosi sono iniziate il 17 gennaio; vale a dire che dal 14 ottobre i primi “immunizzati” non avranno più la copertura del Green pass e per Natale oltre tre milioni di vaccinati si ritroveranno di nuovo scoperti e quindi esclusi dai locali pubblici, ristoranti, treni, aerei, e così via. Cosa succederà? Ecco che il Green pass servirà a spingere alla terza dose, e poi alla quarta, e così via.
Chi si sta vaccinando non per scelta sanitaria ragionata, ma pensando così di riacquistare la libertà, avrà presto un’amara sorpresa. Al contrario dire di no al Green pass e all’obbligatorietà dei vaccini è ormai una battaglia di libertà contro un regime che si sta affermando tra gli applausi entusiasti delle sue vittime.
La spinta a vaccinarsi ha anche una inquietante analogia con la richiesta dei primi secoli di bruciare l’incenso all’Imperatore per avere la libertà di culto. Tanti cattolici hanno già deciso di farlo e, anzi, la chiamano carità. Ma noi non bruceremo l’incenso all’Imperatore. Resto qui ad aspettarvi.
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ATTENZIONE ALLA TRUFFA Mediatica del GREEN PASS
22 luglio 2021
<<Draghi ha firmato un DCPM per il Green Pass, non un decreto legge liberato dalle Camere.
Non potrebbero farlo per decreto legge. La Costituzione lo vieta.
Il testo del DPCM non cita mai che è obbligatorio.
Leggere la Gazzetta Ufficiale per conferma – e usciamo da questo ennesimo inganno che lede altre norme costituzionali.
Il Green Pass non è obbligatorio, come riportato nel regolamento (UE) 2021/953, non è una realtà come vogliono far credere ma l’ennesimo esperimento sociale, perché vogliono farvi preoccupare preventivamente del fatto che non possiate fare nulla se non lo avete.
Il Green Pass nemmeno esiste.
Se la gente lo accetta il suo uso verrà esteso sempre di più, (come il vaccino) perché puntano alla “consuetudine”.
In caso contrario decadrà fino a sparire, come l’app immuni.
Inoltre prevede l’utilizzo attraverso un’app sul telefonino.
Questo non è possibile per chi ha cellulari di vecchie generazione.
Il che significa che è volontario e non obbligatorio.
Difatti il DPCM viola gli artt. 13 e 16 della Costituzione.
E il Governo ad ogni ricorso soccomberà come per tutti i DPCM precedenti, dichiarati incostituzionali con sentenza 20/12/2020>>.
Questo è il punto ad oggi.
Ora, attendiamo le nuove mosse del GOVERNICCHIO CRIMINALE.
GREEN PASS RICHIESTO E TANTA STIMA PER IL CLIENTE
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Posta elettronica: protocollo@gpdp.it
Oggetto: prenotazione n. Xxxxxxxx del gg/mm/aaaa.
Con riferimento alla prenotazione in oggetto, ed alla vostra richiesta di documenti, anche in formato digitale, sulle mie condizioni di salute, in relazione alla situazione covid-19 per l’ottenimento dell’accesso alla vostra struttura V’informo che:
✓ non sono in possesso di tale documentazione;
✓ non è mia intenzione procedere con esami e terapie sperimentali per ottenere tale documentazione;
✓ comunque quand’anche decidessi a favore e venissi in possesso di tale documentazione non sarebbe mia intenzione esibirla a voi;
Mi permetto di farvi notare che per accettare la vostra richiesta, considerando me stesso in vigore e salute e, vero che, una malattia infettiva si diffonde in tutte le direzioni, in qualità di “ospite” dal mio punto di vista “sano” della vostra struttura, dovrei chiedervi a mia volta l’accesso a tutta la vostra documentazione sanitaria:
✓ certificato di sanificazione dei locali e degli impianti di condizionamento in corso di validità;
✓ esito dei tamponi di tutto il personale addetto alla struttura: titolari, dipendenti, collaboratori esterni e clienti presenti dal mio check in al mio check out;
✓ certificati vaccinali o green pass dei titolari, dipendenti, collaboratori esterni e clienti.
Quanto sopra evidenzia l’assurdità e la palese impossibilità di soddisfare la vostra richiesta che, rammento, non è un obbligo di legge ma un basso stratagemma escogitato dall’attuale sistema politico-burocratico-sanitario Criminale al solo scopo di far diventare questa pratica: abitudine, consuetudine, prassi, regola, per ottenerne la legittimazione di massa.
Concludo con il sunto della risoluzione del Consiglio d’Europa in merito alla discriminazione di cui voi vi state rendendo volontariamente complici:
Consiglio d’Europa:
Risoluzione 2361/2021
Assemblea parlamentare
Discussione dell’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta) (cfr. doc. 15212, relazione della commissione per gli affari sociali, la sanità e lo sviluppo sostenibile, relatrice: Jennifer De Temmerman).
Testo adottato dall’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta).
(…)
7.3 per quanto riguarda la garanzia di una elevata diffusione dei vaccini:
7.3.1 garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sotto pressione per vaccinarsi, se non lo desiderano da soli;
7.3.2 garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato;
7.5.2 utilizzare certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi.
(…)
Vi invito a riconsiderare la vostra richiesta di tale documentazione anche in virtù del fatto che ad oggi l’applicazione del sacrosanto diritto alla privacy vi ha risparmiato la discriminazione di tutti i sieropositivi da HIV, meningite e vari tipi di epatite a cui avete dato inconsapevole ospitalità nella vostra struttura. E questo è un Bene.
Nell’attesa di una vostra risposta.
Cordiali saluti.
DOMANI ARRIVA IL DECRETO QUINDI CHE SI FÀ ?
L’obbligo DEL GREEN pass per i luoghi definiti a rischio assembramento .
Ottiene quindi il via libera dei presidenti di regione .
Il decreto che verrà proposto imporrà che anche in zona bianca venga presentato IL GREEN pass per spettacoli viaggi sport.
Si tratta ancora per RISTORANTI, anche se sembra prevalere una linea di pass leggero o una dose o TAMPONE
L’ENTRATA IN VIGORE È PREVISTA PER IL GIORNO 26 LUGLIO
CHE ASPETTIAMO ANCORA A SCENDERE IN PIAZZA ?
Green pass? Il Covid è una scusa: l’Ue l’aveva già previsto nel 2018
Il Covid non è la causa del green pass ma la giustificazione per adottare il green pass. Sembra una sottigliezza ma non lo è.
In Italia, nell’ultimo decreto riaperture varato dal governo (seguendo i dettami del Parlamento europeo che ha approvato il certificato, proposto dalla Commissione europea), si spiega che “dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della ‘certificazione verde’, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa”.nullPUBBLICITÀnull
Ma il lasciapassare internazionale per vaccinati, il cosiddetto passaporto vaccinale, che consentirebbe alle persone di muoversi liberamente era già nei piani della Ue dal 2018. Lo scrivono i documenti ufficiali della Commissione Europa che possiamo mostrarvi.
Sono le prime righe del “Proposal for a Council Recommendation on Strengthened Cooperation against Vaccine Preventable Diseases” della Commissione Europea, del 26 aprile 2018, leggibile integralmente qui, a dare il quadro della questione (leggibile in italiano qui).
Per la Ue esiste un problema: le persone non si vaccinano. Si scrive nel documento che a fronte degli ingenti benefici dei vaccini, in termini di malattie evitate e vite salvata, “è inaccettabile che i programmi di vaccinazione siano diventati sempre più fragili; a fronte di uno scarso assorbimento di vaccini, dell’esitazione vaccinale, di un aumento del costo di nuovi vaccini e carenza di produzione e fornitura di vaccini in Europa”.
Per tanto, a pagina 16 dello stesso documento viene trovata la soluzione: “è intenzione della commissione”…“esaminare i problemi di copertura vaccinale insufficiente causati dal movimento transfrontaliero delle persone all’interno dell’UE ed esaminare le opzioni per affrontarle, tra cui sviluppo di una carta / passaporto comune per le vaccinazioni dei cittadini dell’UE, compatibile con sistemi elettronici di informazione sull’immunizzazione e riconosciuti per l’uso transfrontaliero”.
In soldoni si ritiene che lo spostamento tra Paesi Ue stia procurando un aumento delle malattie infettive e che la vaccinazione, seguita dal passaporto che dimostri la somministrazione, possa debellarle. Il tutto anche se non risulta esserci alcuna significativa variazione dei numeri delle malattie infettive nella Ue e tanto meno una crescita.
La tematica del passaporto vaccinale è la soluzione, comunque, scrive il documento.
Poi si spiega che per attuare il piano c’è bisogno di supporti, come quello di “monitorare gli atteggiamenti verso la vaccinazione. Sulla base di tale rapporto, presentare una guida in grado di supportare gli Stati nel contrastare l’esitazione vaccinale” e combattere le pratiche che invece non la supportano.
Nel 2019 sempre la Ue, con un altro documento che possiamo mostrarvi, ha messo nero su bianco una road map per rafforzare l’uso di tali vaccini. Tra il 2019 e il 2021 ci sarà la fase sperimentale e nel 2022 adotteremo definitivamente il passaporto vaccinale.
In questo documento si fa esplicitamente riferimento all’uso di vaccini innovativi, quelli appunto poi adottati durante il Covid. Viene scritto infatti che bisogna “considerare la possibilità di facilitare, insieme all’EMA, il dialogo precoce con sviluppatori, decisori politici nazionali e regolatori al fine di sostenere l’autorizzazione di vaccini innovativi, anche per minacce per la salute emergenti”.
Di seguito tra i dettagli e le buone pratiche da seguire c’è sicuramente quella di aumentare la capacità produttiva di vaccini nell’UE.
Già nella prima fase della pandemia si è imposta subito l’idea, tra i decisori politici, gli scienziati e le case farmaceutiche, che fossero i vaccini la strada per uscirne. I vaccini, non la cura degli ammalati, sono stati considerati la principale soluzione per tornare alla normalità. E questa impostazione ha completamente mutato il mercato dei farmaci, facendo ribattezzare il vaccino anti Covid “il business del secolo”. Un capovolgimento di scenario impensabile per molti ma non per tutti.
Se prima della pandemia il mercato dei vaccini copriva una fetta marginale del mercato dei farmaci (tra il 3 e il 4%) con il Covid la situazione è mutata. I vaccini, considerati in generale molto costosi e poco redditizi, sono diventati un mercato florido e vivace. Basti pensare che alcune case farmaceutiche, specializzate in vaccini, durante il Covid hanno visto crescere il valore delle proprie azioni anche del 6.400%. Un mercato che oggi si calcola valga fino a 100 miliardi di euro l’anno e che genererebbe ricavi complessivi per le case farmaceutiche tra i 40 e i 50 miliardi di euro.TI POTREBBE INTERESSARESPONSORPromo online Carta Oro American ExpressScopri di piùPer te €200 di sconto sugli acquisti con Carta e quota gratuita il 1° anno.American ExpressSPONSORPREZZO CHIARO A2A ti sorprendeScopri l’offertaRicevi una Carta regalo Apple Store fino a 150€. Attiva l’offerta online entro il 10/08A2A Energia
Ex primario Pronto soccorso Modena: ‘Ecco perchè sconsiglio il vaccino ai giovani’

‘Posso testimoniare decessi di persone giovani e sane post vaccinazione la cui famiglia angosciata non ha chiesto accertamento o autopsia’
In questi ultimi due giorni sarete stati coinvolti pienamente nell’acceso dibattito, sui grandi media e nel Comitato tecnico-scientifico, sul modo migliore per contrastare il Covid.
Quello inglese di Johnson che dal giorno 19 luglio toglierà ogni restrizione; quello tedesco della Merkel che non imporrà nessun green pass, o quello francese di Macron con pesanti restrizioni per i non vaccinati. Mi obietterete che che negli importanti media italiani si parla e si esalta solo il modello francese?
E gli altri due?
Appunto il dibattito è ad una sola voce.
Facciamo allora insieme una carrellata:
1) I vaccini (Astrazeneca) o i farmaci ad RNA messaggero (Pfizer e Moderna) hanno avuto un permesso provvisorio per l’uso umano; il permesso definitivo scatterà nel 2023 dopo aver raccolto i dati sull’efficacia e sugli effetti collaterali. Le case farmaceutiche che hanno venduto i farmaci agli Stati declinano ogni responsabilità e ogni tipo di risarcimento. Hanno messo in chiaro nel modulo che ogni cittadino deve firmare (consenso informato) tutti i rischi della vaccinazione. In caso di effetti negativi la responsabilità è tutta a carico di chi si fa vaccinare. Il modulo (o bugiardino) del consenso informato s’arricchisce ogni giorno di effetti collaterali (l’ultimo sono le miocarditi nei soggetti giovani). Da sempre la vigilanza su farmaci e vaccini sperimentali è a carico delle case farmaceutiche con una vigilanza attiva ovvero si chiede ad ogni singolo volontario sperimentatore tutti gli eventuali effetti collaterali post-vaccinazione. Per la prima volta nella storia la vigilanza è passiva, deve essere il vaccinato a segnalare gli effetti collaterali. Posso testimoniare decessi di persone giovani e sane post vaccinazione la cui famiglia angosciata non ha chiesto accertamento o autopsia.
2) Da medico ho raccomandato a tutti i miei pazienti di escludere la Tachipirina e la vigile attesa affrontando invece la malattia ai primi sintomi (ancora prima del tampone) con farmaci che hanno dimostrato sicura efficacia. Nonostante i vaccini siano sperimentali ho consigliato a pazienti anziani fragili di vaccinarsi quando il rapporto rischio beneficio era sicuramente a favore del vaccino, al contrario di quello che ho consigliato ai giovani e alle persone sane (maggiore il rischio del beneficio).
3) E’ accertato che le persone vaccinate anche con due dosi possono infettarsi (portatori sani o con pochi sintomi) e trasmettere la malattia ad altre persone e sono tenute comunque a comportarsi come i non vaccinati.
4) Chi si vaccina lo fa per sè e non per gli altri.
5) Le varianti: una parte importante del mondo scientifico ripete l’avvertimento di sempre: più vaccinate in tempo di pandemia più si formano varianti resistenti. Infettarsi in estate con il virus attenuato è una opportunità: moltiplica naturalmente il numero degli immuni e non crea varianti (ovviamente gli anziani a rischio devono essere protetti dal vaccino); l’altra campana è vacciniamo tutti a tutte le età a prescindere dai rischi; le varianti però non risparmiano le persone vaccinate anzi in Inghilterra e in Israele (i due paesi più vaccinati del mondo) le prediligono.
Io personalmente aspetterò settembre e alla luce dei dati raccolti sceglierò se vaccinarmi oppure no. Mi può costare l’interdizione dalla vita sociale ma come dice il giornalista David Parenzo rimane però salva la mia libertà di non vaccinarmi. Ricordo al giornalista David Parenzo che per secoli i cristiani permettevano agli ebrei di professare liberamente la loro fede ma rinchiusi in un “Ghetto”.
Daniele Giovanardi – ex primario Pronto soccorso Modena
Ex primario Pronto soccorso Modena: ‘Ecco perchè sconsiglio il vaccino ai giovani’
‘Posso testimoniare decessi di persone giovani e sane post vaccinazione la cui famiglia angosciata non ha chiesto accertamento o autopsia’
nullIn questi ultimi due giorni sarete stati coinvolti pienamente nell’acceso dibattito, sui grandi media e nel Comitato tecnico-scientifico, sul modo migliore per contrastare il Covid. Quello inglese di Johnson che dal giorno 19 luglio toglierà ogni restrizione; quello tedesco della Merkel che non imporrà nessun green pass, o quello francese di Macron con pesanti restrizioni per i non vaccinati. Mi obietterete che che negli importanti media italiani si parla e si esalta solo il modello francese?
E gli altri due? Appunto il dibattito è ad una sola voce.
Facciamo allora insieme una carrellata:
1) I vaccini (Astrazeneca) o i farmaci ad RNA messaggero (Pfizer e Moderna) hanno avuto un permesso provvisorio per l’uso umano; il permesso definitivo scatterà nel 2023 dopo aver raccolto i dati sull’efficacia e sugli effetti collaterali. Le case farmaceutiche che hanno venduto i farmaci agli Stati declinano ogni responsabilità e ogni tipo di risarcimento. Hanno messo in chiaro nel modulo che ogni cittadino deve firmare (consenso informato) tutti i rischi della vaccinazione. In caso di effetti negativi la responsabilità è tutta a carico di chi si fa vaccinare. Il modulo (o bugiardino) del consenso informato s’arricchisce ogni giorno di effetti collaterali (l’ultimo sono le miocarditi nei soggetti giovani). Da sempre la vigilanza su farmaci e vaccini sperimentali è a carico delle case farmaceutiche con una vigilanza attiva ovvero si chiede ad ogni singolo volontario sperimentatore tutti gli eventuali effetti collaterali post-vaccinazione. Per la prima volta nella storia la vigilanza è passiva, deve essere il vaccinato a segnalare gli effetti collaterali. Posso testimoniare decessi di persone giovani e sane post vaccinazione la cui famiglia angosciata non ha chiesto accertamento o autopsia.
2) Da medico ho raccomandato a tutti i miei pazienti di escludere la Tachipirina e la vigile attesa affrontando invece la malattia ai primi sintomi (ancora prima del tampone) con farmaci che hanno dimostrato sicura efficacia. Nonostante i vaccini siano sperimentali ho consigliato a pazienti anziani fragili di vaccinarsi quando il rapporto rischio beneficio era sicuramente a favore del vaccino, al contrario di quello che ho consigliato ai giovani e alle persone sane (maggiore il rischio del beneficio).
3) E’ accertato che le persone vaccinate anche con due dosi possono infettarsi (portatori sani o con pochi sintomi) e trasmettere la malattia ad altre persone e sono tenute comunque a comportarsi come i non vaccinati.
4) Chi si vaccina lo fa per sè e non per gli altri.
5) Le varianti: una parte importante del mondo scientifico ripete l’avvertimento di sempre: più vaccinate in tempo di pandemia più si formano varianti resistenti. Infettarsi in estate con il virus attenuato è una opportunità: moltiplica naturalmente il numero degli immuni e non crea varianti (ovviamente gli anziani a rischio devono essere protetti dal vaccino); l’altra campana è vacciniamo tutti a tutte le età a prescindere dai rischi; le varianti però non risparmiano le persone vaccinate anzi in Inghilterra e in Israele (i due paesi più vaccinati del mondo) le prediligono. Io personalmente aspetterò settembre e alla luce dei dati raccolti sceglierò se vaccinarmi oppure no. Mi può costare l’interdizione dalla vita sociale ma come dice il giornalista David Parenzo rimane però salva la mia libertà di non vaccinarmi. Ricordo al giornalista David Parenzo che per secoli i cristiani permettevano agli ebrei di professare liberamente la loro fede ma rinchiusi in un “Ghetto”.
Daniele Giovanardi – ex primario Pronto soccorso Modena
Israele, “152 morti dopo la doppia dose di vaccino”. Cifre drammatiche: dubbi su Pfizer
Altre pessime notizie da Israele, uno dei paesi più avanti a livello mondiale nella campagna di vaccinazione del coronavirus e che però, a fronte dell’aumento di contagi e vittime, è stato costretto a introdurre, recentemente, nuove restrizioni.
Tra queste brutte notizie, in mattinata, le parole del primo ministro, Naftali Bennett, che ha sottolineato come il vaccino Pfizer sia meno efficace contro la variante Delta.
“Non sappiamo esattamente fino a che punto il vaccino aiuti – ha spiegato Bennett -, ma è signficativamente inferiore”.
Mai visto vaccinare nel periodo estivo e mai visto VACCINARE nessuno senza fare esami per sapere se hanno anticorpi o si CREANO SEMPRE NUOVE VARIANTI .
SIETE UNA VERGOGNA
Vaccino obbligatorio? Non è un vaccino | è un esperimento
– Macron ha deciso di rendere obbligatorio il green pass , il che equivale a rendere obbligatorio sottoporsi a vaccinazione anti-covid. Cassese e Flick con la loro autorità di ex membri della corte costituzionale, ricordano che la costituzione prevede che si può obbligare per legge a sottoporsi a un trattamento sanitario.
Bene, ma la legge non c’è e il cosiddetto vaccino anti-covid non è un trattamento sanitario, è una sperimentazione. Il cosiddetto vaccino è sperimentale.
La sperimentazione scade alla fine del 2023. Si può obbligare per legge a farsi vaccinare se il vaccino esiste, non si può obbligare per legge nessuno a farsi usare come cavia di una sperimentazione. Il resto sono chiacchiere infondate.









