Laura Boldrini, la “censura la decido io “

Laura Boldrini, la "censora doppiopesista"

Lei, che ha redarguito con fare arcigno chiunque non la chiamasse “la presidente”.

Lei che voleva farci credere che tutti i migranti fossero delle “risorse”.

Sì, proprio lei, Laura Boldrini, che per anni ha impartito lezioni su come combattere l’odio, ha ricevuto una lezione di buona educazione: mai mettere un figlio contro il proprio padre.

MA RIEPILOGHIAMO.

È il 25 novembre, giornata dedicata alla violenza contro le donne, quando la Boldrini scrive un post di stampo femminista, convinta che venga pubblicato nel blog che cura all’interno dell’HuffPost.

Ma la paladina del politicamente corretto commette un errore: nel suo intervento critica il direttore di Libero, Vittorio Feltri, padre di Mattia Feltri, direttore dell’Huffingtonpost. 

A quel punto Feltri jr, in qualità di direttore della testata, si avvale della facoltà di non pubblicare l’articolo se non fosse sparito qualsiasi riferimento a suo padre.

La Boldrini si rifiuta, rende pubblica la censura e Mattia Feltri subisce la santa inquisizione del web.

L’ex presidente della Camera non si arrende e il suo pezzo vede la luce sul Manifesto. Ormai, però, la disfatta è compiuta e la Boldrini da censora dei “facili costumi” si trova dall’altra parte della barricata, quella dei censurati

Ma non è un caso isolato. D’altronde il politicamente corretto della Boldrini è quasi sempre a senso unico.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Tartarughe Libertine

DALLA PARTE GIUSTA

Lascia un commento