Secondo il massimo esperto di emergenza dell’Oms, il Covid-19 avrebbe contagiato il 10% della popolazione, pari a 770 milioni di persone.
Sarebbero quindi 770 milioni le persone colpite dal Covid-19 a livello globale. Ad affermarlo è stato il massimo esperto di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Mile Ryan, che ha stimato che “circa il 10% della popolazione mondiale potrebbe essere stata infettata da questo virus”.
Se i numeri fossero quelli rivelati dall’Oms, la letalità del Covid-19 cadrebbe ai livelli di quelli dell’influenza stagionale. Infatti, se rapportati al numero di casi stimati dall’Agenzia, i morti accertati a livello mondiale per nuovo coronavirus (pari a poco più di un milione) rappresenterebbero una percentuale molto più bassa di quella attuale.
Al di là delle stime, il milione di morti da Covid-19 nel mondo ci fa capire che non siamo di fronte a un VIRUS MORTALE soprattutto perché nessuno era vaccinato e nessuno aveva gli anticorpi”, ha precisato al Corriere della Sera Paolo Bonanni, epidemiologo e professore di Igiene del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Firenze.
SENZA ANTICORPI E SENZA VACCINI ABBIAMO GLI STESSI MORTI CHE UN’INFLENZA STAGIONALE VERGOGNATEVI .
Ospedali Covid’, business a molti zeri: ecco tutti i ‘benefit’ alle cliniche private
Benedetto sia il coronavirus. Chissà quanti manager delle cliniche private sarde lo stanno ripetendo dal 26 marzo scorso, quando la Giunta di Christian Solinas ha fissato il tariffario delle strutture non pubbliche trasformate in ‘ospedali Covid’, con posti letto dedicati alla sola cura del coronavirus. Sardinia Post ha dato le cifre secche in un pezzo del primo aprile. Ma oggi da quella stessa delibera, e incrociando altri dati, si possono fare un po’ i conti della serva per capire che la pandemia si è trasformata non solo in tragedia (per molti), ma anche in business (per pochi).
La delibera che è la madre di tutti i guadagni ha un numero, il 16/3, e un titolo, ‘Indicazioni operative per i rapporti con le strutture di completamento privato individuate quali strutture per l’emergenza Covid-19″. Ha funzionato così: nelle passate settimane la Regione si è rivolta a tre strutture private – Mater Olbia, Policlinico sassarese e Città di Quartu – per avere la certezza di poter raddoppiare, alla bisogna, i posti letto della terapia intensiva, la priorità nella gestione della pandemia. L’ultima spiaggia per evitare il peggio. È nato così il piano di emergenza con il quale la Sardegna è stata divisa in due macro-aree. E quattro frasi (crescenti) di allerta.
A leggere il contenuto del deliberato, viene fuori che la Regione non ha potuto far altro che foraggiare con molte risorse lo sforzo chiesto alle cliniche private. Le quali hanno capito, gioco forza, di essere indispensabili e quindi hanno alzato la posta per quanto possibile, vedendosi riconoscere tutta una serie di ‘benefit’ a molti zeri. Intanto: la Giunta, su proposta dell’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, ha stabilito che la asl unica Ats, la cassaforte dell’assistenza ospedaliera isolana, “procederà al pagamento delle prestazioni erogate in misura pari ad un dodicesimo del budget assegnato” (qui il testo completo). Il guadagno – e il vantaggio – per le strutture private sta nel fatto che il budget non è calcolato sulle prestazioni effettivamente rese, ma su quelle potenziali.
E già qui si possono fare già un po’ conti. Prendiamo il caso del Mater Olbia, riconosciuto ‘ospedale Covid’ con la delibera 16/2, sempre del 26 marzo (qui il documento). La struttura del Qatar ha garantito nella prima fase una disponibilità di quattro posti in terapia intensiva e sedici in sub intensiva. I primi pagati 900 euro al giorno a paziente più una maggiorazione del 22 per cento. Ovvero 1.098 euro per ogni malato. Per la cura in sub intensiva, invece, il costo giornaliero riconosciuto dalla Regione è di 538 euro più una maggiorazione del 30 per cento e si arriva così a una ‘diaria’ di 699,4 euro. Questo significa che il Mater Olbia può arrivare a mettere in tasca, lavorando con i posti letto occupati al 100 per cento, 131.760 euro al mese sulla terapia intensiva e 335.712 euro sulla sub intensiva (considerando trenta giorni e non 31). Il totale fa 467.472 euro. Non male. Ma se l’ospedale del Qatar curasse in un mese anche una sola persona, incasserebbe comunque l’80 per cento del budget complessivo. Ovvero 373.977,6 euro. Così è stabilito nella delibera della Regione.
Se mai il livello dell’allerta si dovesse ulteriormente innalzare, il Mater Olbia ha l’obbligo di attivare, perché questo è l’accordo con la Giunta contenuto sempre nella delibera 16/3, ulteriori sei posti in terapia intensiva e 16 di degenza ordinaria, pagata 250 euro al giorno a paziente (stavolta senza supplemento). Il budget totale dell’ospedale privato in Gallura aumenterebbe ancora, di altri 197.640 sulla terapia intensiva, e 120mila sulla degenza ordinaria. Complessiva si arriva così a 785.112 euro. E il Mater potrebbe mettere in tasca l’80 per cento, quindi 628.089,6 euro, se curasse anche un numero minimo di pazienti.
Le condizioni dell’accordo non cambiano nella sostanza per il Policlinico sassarese che da subito ha ottenuto il riconoscimento di 70 posti letto (qui la delibera). Un ‘regalino’ ammesso dallo stesso assessore Nieddu, quando nei giorni scorsi ha detto in un’intervista che era meglio pagare gli ‘ospedali covid’ piuttosto che la cassaintegrazione. E tutti sappiamo in quali acque difficili navighi la struttura di Sassari.
I 70 posti letto dell’ospedale privato del Nord sardo sono così divisi: 35 per degenza ordinaria; 25 di sub intensiva; 10 di terapia intensiva. Facendo i calcolo in base allo stesso tariffario applicato al Mater, quello riconosciuto dalla Regione, il Policlinico, a pieno regime, incasserebbe 262.500 euro al mese sulla degenza ‘normale’; 524.550 euro sulla sub intensiva; 329.400 sulla intensiva. Le tre voci, sommate, fanno 1.116.450 euro. Sempre al mese. Ma il discorso del massimo vantaggio non cambia: il Policlinico avrà diritto all’80 per cento del budget massimo anche nel caso in cui curasse un solo paziente Covid. Stiamo parlando di 893.160 euro.
Al momento resta alla finestra la clinica Città di Quartu, del gruppo Kinetika. La struttura di viale Marconi entrerebbe in gioco nella fase più avanzata dell’emergenza (qui la delibera). Alla Regione ha garantito la disponibilità di 40 postio di degenza ordinaria e 10 di terapia intensiva. L’incasso potenziale sarebbe di 300miola euro sull’assistenza ordinaria e 329.400 sulla terapia intensiva. Totale: 629.400. Mica pizza e fichi. Ma se si dovesse rendere necessaria anche l’attivazione dei posti letto alla Città di Quartu, vorrebbe dire che una Città metropolitana in piena pandemia. Non avremmo più nemmeno ill tempo per far di conto.
Cos’è la patrimoniale e perché si torna a parlare della temuta tassa sulla ricchezza
In uno scenario in continua evoluzione, con decreti restrittivi che si moltiplicano e si intensificano proporzionalmente all’aggravarsi della pandemia, lo stato delle finanze pubbliche apre prospettive che riportano la memoria collettiva alla torbida estate del 1992, quando il Governo Amato, da pochi mesi in carica, decise di compensare il crollo della lira con un prelievo forzoso sui conti correnti.
Ma che cos’è la patrimoniale? Ecco una spiegazione completa sull’imposta più temuta dagli Italiani, insieme ad un’analisi approfondita sui rischi correnti che minacciano il Paese.
Cos’è la tassa patrimoniale?
La patrimoniale è un’imposta che viene calcolata sul patrimonio mobile (come conti correnti, obbligazioni ed azioni) o immobile (ad esempio, abitazioni e studi professionali) dei contribuenti. L’imposta, dunque, non punta i redditi da lavoro, ma il capitale detenuto da persone fisiche e giuridiche in Italia o all’estero.
L’imposta patrimoniale può essere di quattro tipi:
Reale: è l’imposta patrimoniale che colpisce una sola componente della ricchezza del contribuente (un esempio, nel sistema tributario italiano, è l’IMU).
Soggettiva: questa tipologia fa riferimento all’imposta patrimoniale che colpisce tutto il patrimonio, mobiliare e immobiliare, del contribuente (non ci sono casi di imposte patrimoniali soggettive in Italia).
Ordinaria: ovvero un’imposta patrimoniale, dal basso importo, che viene applicata annualmente.
Straordinaria: imposta che, diversamente da quella ordinaria, ha una cadenza occasionale e un importo tendenzialmente alto.
L’INVASIONE DELL’OCCIDENTE E’ SEMPRE STATA NELLE MIRE. I NOSTRI ANTENATI LI HANNO PIU’ VOLTE FERMATI O RISPEDITI A CASA (PURTROPPO ANCHE DOPO SECOLI DI OCCUPAZIONE), OGGI SONO ANDATI A PRENDERLI SOTTO CASA CON LE NAVI . COMPLICE QUESTO PAPA CHE HA CONFUSO L’INTEGRAZIONE CON LA DECAPITAZIONE .
“L’islamismo è un fanatismo mostruoso che deve essere combattuto con forza e determinazione, non fermerà la sua guerra, i barbari sono sempre nemici della pace, l’Occidente, oggi la Francia, deve comprenderlo”. Con queste parole il prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, il cardinale Robert Sarah, ha commentato l’eccidio nella cattedrale di Notre Dame a Nizza. L’ennesima chiesa francese profanata. Stavolta a far scorrere il sangue tra le panche e l’altare è stato un giovane tunisino, Brahim Aouissaoui, sbarcato pochi giorni fa a Lampedusa, che al grido di Allah Akbar ha tagliato la testa di un’anziana fedele, sgozzato il sagrestano e ferito a morte un’altra donna. Il suo nome non sarebbe noto agli 007 francesi. Potrebbe essere un altro “cane sciolto”. Uno di quelli che, come Abdullakh Anzorov, il 18enne ceceno che ha decapitato Samuel Paty, ha raccolto la chiamata alla jihad .
ORA IO CAPISCO ACCOGLIERE CHI SCAPPA DA GUERRE, MA GLI ALTRI DEVONO SUBIRE PIÙ CONTROLLI E DIMOSTRARE DI ESSERSI INTEGRATI SE NO SE NE TORNANO A CASA SUBITO CON ANCHE L’IMPRONTA DI UN BEL STIVALE NEL CULO .
“Ora volete più Forze dell’Ordine, fino a ieri scrivevate ACAB ovunque, oggi gli chiedete più interventi… Volete l’Esercito, li chiamavate servi, volevate cancellare la Festa delle Forze Armate, oggi li volete sotto le vostre case…
Avete sostituito il Tricolore con l’arcobaleno, oggi lo esponete da balconi e finestre…
Avete fischiato l’Inno di Mameli e lo avete sostituito con Bella Ciao, oggi lo cantate dai balconi…
Vi dichiarate cittadini del mondo, rinnegando ogni patriottismo, oggi vi riscoprite orgogliosi della vostra Nazione.
Gli Alpini montano Ospedali da Campo, le Associazioni d’Armi supportano la Protezione Civile, non vedo partigiani o sardine a darsi da fare…
Noi che sventolavamo con orgoglio la nostra bandiera, che ci mettevamo la mano sul cuore appena partiva l’Inno, che applaudivamo ai Reparti che orgogliosi sfilavano in via dei Fori Imperiali… Noi eravamo Fascisti!!!
Che tristezza mi fate, riscoprirvi e riconoscervi schiavi nel vostro Paese per colpa di un virus di dubbia esistenza . Noi siamo quello che siamo sempre stati W L’ITALIA E I SUOI CAMERATI
Il bando di Ausl Centro Toscana si concluderà il prossimo venerdì: 10 euro più iva al giorno per ciascun extracomunitario accolto.
Prima la proposta di trasformare hotel e alberghi in evidenti difficoltà economiche in veri e propri centri d’accoglienza, pronti a spalancare le porte a clandestini di varia provenienza, infine, in concomitanza col colpo di grazia inferto dalle misure anti Coronavirus, la possibilità concessa agli albergatori di mutare la destinazione d’uso delle proprie strutture in lazzaretto per cercare di far quadrare i conti.
Il Partito democratico è sempre avanti in tal senso, specie nelle regioni in cui resta forte la sua ingerenza, come ad esempio la Toscana: il tentativo è quello di “sedurre” i proprietari di hotel, e nella fase successiva anche quelli di foresterie od ostelli, con facili guadagni, affinché concedano la disponibilità di accogliere stranieri in quarantena. Questo il tentativo avviato da Ausl Centro
In poche parole, è stata fatta carta straccia degli accordi del 1860 e la Francia si è annessa un piccolo ma significativo pezzo di Val d’Aosta. Ma il fatto non ha suscitato scandalo, né è stato ripreso a livello mediatico.
Arriva il nuovo dpcm di Giuseppe Conte e la sola cosa sicuramente prevista sarà una sorta di coprifuoco in tutta Italia dalle ore 22. A quell’ora dovrà essere chiuso qualsiasi locale o luogo pubblico: bar, birreria, pub, ristorante, pizzeria, museo, cinema, teatro, sala da concerti. Si potrà circolare nelle nostre città senza autocertificazioni, ma di fatto soprattutto in questa stagione sarà difficile trovare qualcuno in giro. Poi, secondo le indiscrezioni circolate ieri a palazzo Chigi (il dpcm verrà firmato nel week end), si prevede la chiusura a macchia di leopardo di palestre, cinema, teatri, parrucchieri e barbieri, estetiste e centri estetici: scatteranno con ordinanze regionali dove i contagi risulteranno con l’indice più alto. Nessuna decisione invece su scuola e trasporti pubblici la patata bollente il GOVERNO preferisce passarla alle regioni.
Sono misure che purtroppo segnalano lo smarrimento del governo di fronte alla crescita esponenziale in questi giorni dei contagi: che dai numeri non sembrano essere così preoccupanti come prima .
Sembra che nessuno sappia che pesci prendere. Perché?
La risposta è purtroppo drammatica: non ci sono più soldi in cassa, e ogni giorno che passa si affievolisce la speranza di avere dall’Unione europea un anticipo di quel fantasma che ormai è diventato il Recovery Fund una vera ossessione per ZINGARETTI E COMPAGNI VARI .
Per questo motivo il governo lancia il sasso e poi nasconde la mano. Se chiudesse tutto o completamente qualche settore produttivo, è evidente che nascerebbe il problema del risarcimento dovuto dallo Stato a chi viene fermato. Così formalmente il governo non chiude ancora nulla: limita gli orari di alcune attività, scarica sulle Regioni la decisione di chiuderne altre.
Il divieto di feste private al chiuso o all’aperto e “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. E’ la novità principale del nuovo dpcm.
Stretta sulla movida
Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi.
Divieto di gite scolastiche
Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.
Obbligo di mascherine in luoghi chiusi e all’aperto
L’articolo 1 del dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”.
Cinema e concerti
Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.
Stadi
Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico, “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome.
Sport
Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del dpcm, “da parte delle società professionistiche e ? a livello sia agonistico che di base ? dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.